Edgar Degas, il pittore delle ballerine

Nasce a Parigi Edgar Degas da una facoltosa e colta famiglia, in lui non vi erano preoccupazioni per vivere a differenza di altri artisti dell’epoca che purtroppo, vivevano giorno per giorno una vita grama.

Frequentò la facoltà di legge alla Sorbona, nel frattempo si recava frequentemente al museo del Louvre, il suo grande desiderio era seguire l’arte.

Lasciò la Sorbona e si iscrisse alla scuola delle Belle Arti.

All’inizio, Degas si ispirò alla pittura romantica di Delacroix.

Giunse in Italia a Napoli, vide le opere rinascimentali di Capodimonte e se ne innamorò, successivamente si recò a Roma, poi a Firenze.

Al caffè Michelangelo, nella città ricca di storia e arte di Firenze, incontrò gli artisti del nuovo movimento i ‘Macchiaioli’ e per Degas fu una nuova esperienza.

Rientrando a Parigi, l’artista ricercò la luce, i colori.

In quel periodo si ispirò a Manet a Courbet, si ispirò a stili diversi dal Neoclassicismo al Realismo, all’Impressionismo.

Amava come soggetto i teatri, i caffè affollati e sopratutto le ballerine.

Degas fin da bambino amò la danza e per questa sua passione, dedicò molte sue opere alle ballerine che amava dipingere e per questo fu chiamato ‘Il pittore delle ballerine’

‘La Stella’, è uno dei dipinti più famosi dell’artista Degas, dedicato al meraviglioso mondo della danza.

Edward Hopper, l’artista della solitudine e del mistero

Hopper nacque negli Stati Uniti nel diciottesimo secolo. Sono celebri i suoi dipinti che esprimono malinconia, solitudine e mistero…

Già da piccolo, i genitori notarono in Edward una predisposizione al disegno, anzi una spiccata attitudine!

Papà e mamma lo incoraggiarono sempre a coltivare la passione per il disegno, regalavano al piccolo Edward libri d’arte da sfogliare e osservare.

Nel tempo, frequentò un corso di studi in una scuola d’arte a New York, diretta da un artista che seguiva l’arte impressionista.

Hopper, dopo aver terminato il corso di studi partì per una nuova esperienza…

Nei primi anni del novecento si recò a Parigi e fu il suo primo viaggio dove alloggiò in una zona vicina al Museo Louvre.

Hopper in Parigi subì il fascino dell’arte Impressionista. Successivamente si recò a Londra, Bruxelles e Berlino per ulteriori esperienze…

Ritornò ancora una volta a Parigi e soggiornò per qualche mese nel quartiere latino.

Dipinse in Saint German des Prés, attingendo dall’arte impressionista e nacque in lui uno stile tutto suo, unico e nconfondibile.

Le Donne nei suoi dipinti esprimono un profondo significato, esprimono la solitudine, l’attesa e la malinconia che, nell’arte di Hopper diventa poesia.

La bellezza poetica in Genova

È la bellezza nascosta di Genova!

Nella città si scoprono borghi indescrivibili tanto son belli, poetici e suggestivi.

Ho scoperto un borgo in città!

Giunta al mercato del Carmine mi sono inoltrata sulle sue creuse, cammino e cammino e mi arranco. Stupita, mi sono trovata in un mondo diverso, un paesino, un borgo nel centro città.

È davvero una favola camminare tra queste creuse che mi hanno condotto in una piazzetta da fiaba “Piazza della Giuggiola”

Le case rosa e del colore dell’ocra, dove in un piccolo cortile vi è l’albero della Giuggiola.

Tutto ciò che si osserva ha il sapore della poesia.

La Sciamadda

La Sciamadda ovvero la fiammata serve a riscaldare il forno a legna.

Conoscere una Sciamadda è entrare nel tempo di alcuni secoli fa, sono immutate nel tempo, è lo street food genovese e si trovano a ridosso del Porto Antico.

Nascono a Genova nel seicento quando la città ebbe il monopolio del sale.

L’ambiente è spartano con il forno a legna, alcuni sgabelli e i tegami in rame che splendono.

Sono antichi locali dove si gustano le specialità genovesi, come le torte salate, di riso, di bietole, di carciofi, la pasqualina, la farinata e la bontà dei frisceu.

Un tempo nella Sciamadda si riunivano chi lavorava al porto, i camalli, i pescatori.

Un piacevole tuffo nel passato.

‘Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

Affascinata da questo dipinto, dal sentimento di Gauguin, dalla sua riflessione.

Dipinto dall’artista negli ultimi anni della sua vita.

‘Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?’

È una tela conservata al ‘Museum of fine Arts di Boston’

Nel dipinto, Paul Gauguin non si limita alle sembianze delle situazioni, ma è una ricerca nel profondo dell’anima, attraverso le varie stagioni della vita; da quando l’uomo nasce, fino all’età in cui raccoglie i frutti per come ha vissuto.

L’Opera diventa l’allegoria, ovvero il simbolo delle età della vita.

L’arte di Roberto Capucci

Capucci fece scelte diverse, seguì la sua arte, presentò i suoi modelli scultorei di stoffa nei Musei.

Per Capucci l’abito è forma d’arte e la sua arte lo è interamente.

È trascorso qualche anno, andai a visitare una sua mostra che Genova le aveva dedicato, tenuta a Palazzo della Borsa, in una cornice molto elegante.

Incredibile la bellezza delle sue opere, le forme scultoree, i colori in un connubio perfetto.

Capucci, pittore con i colori e scultore con le forme.

Molte le dive del cinema che si affidarono al suo stile. Marylin Monroe si affidò allo stile Capucci. Di lei lo stilista disse ‘Marylin era una donna sensuale ma non volgare’.

Ideò vestiti di scena per Silvana Mangano per il film di Pasolini’Teorema’. La Mangano divenne la sua ‘Musa’.

Lo stilista amato da dive, da tutte le donne!

La scienziata Rita Levi Montalcini, indossò un abito firmato Roberto Capucci nel giorno in cui le fu assegnato il premio Nobel.

Una frase, un pensiero di Capucci…

‘Una donna per essere elegante deve seguire la propria personalità, il suo stile, non la moda’.

Attraverso la bellezza dell’arte

Dedicato a voi.

Questo piccolo video è creato con piacere e diletto, con immagini e inquadrature e la musica che lo accompagna.

È il mio modo di raccontare la bellezza dell’arte.

Le immagini che seguono, raccontano le varie sensibilità degli artisti con le loro opere.

Ci inoltriamo nel ‘Il sogno’…nel sogno di Picasso e dello stesso Picasso osserveremo insieme il ritratto di Nusch Eluard, musa del surrealismo.

Proseguiamo con l’opera di Claude Monet, il “Canal grande”

Ci incanteremo ad osservare Il bacio di Klimt, la sua bellezza.

Rimarremo affascinati dalla tenera espressione del viso ‘La ragazza col turbante’, meglio conosciuta come, ‘La ragazza con l’orecchino di perla’ di Jan Vermeer.

Emoziona la tenerezza e la dolcezza ‘La Martenità’ di Edward Klimt.

‘Barche a Rapallo’ di Kandinsky, ci sorprendono i colori.

Il meraviglioso ‘Mandorlo in fiore’ di Van Gogh, è stimolo per grandi emozioni.